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Servizi per la sicurezza sul lavoro

Sicurezza sul lavoro

LA SICUREZZA COME OBBIETTIVO PRIMARIO

SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO E VALUTAZIONE DEI RISCHI

SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO: un OBBLIGO di legge, una NECESSITA' per la salute dei lavoratori, una CONQUISTA per un paese civile, un MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA' della vita in azienda e della PRODUTTIVITA'.

Redazione e/o aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)

Valutazione dei Rischi per i LUOGHI DI LAVORO, MACCHINARI, ATTREZZATURE, RISCHI SPECIFICI:

  • Valutazione rischio incendio
  • Valutazione rischio esplosione
  • Valutazione rischio chimico
  • Valutazione rischio biologico
  • Valutazione rischi da movimentazione manuale dei carichi
  • Valutazione rischi per lavoratrici madri
  • Valutazione specialistica del rischio rumore
  • Valutazione specialistica del rischio vibrazioni
  • Valutazione rischio amianto
  • Valutazione rischio lavori presso luoghi confinati
  • Valutazione rischio Stress Lavoro-Correlato
  • Valutazione rischio alcol e droghe

Documento Unico per la Valutazione dei Rischi Interferenziali (DUVRI)

Incarico di Responsabile Servizio Prevenzione Protezione (RSPP)

Assistenza al RSPP aziendale

Redazione di Piani di Emergenza aziendali

Documenti di pianificazione delle procedure operative di intervento e gestione delle emergenze

Planimetrie con dotazioni di sicurezza ed istruzioni

Assistenza alle prove di evacuazione

Audit di verifica ambienti di lavoro

Relazione sugli adempimenti di sicurezza

Stima costi interventi di adeguamento norme di sicurezza

Scadenziario adempimenti di sicurezza



MEDICINA DEL LAVORO

  • Nomina di Medico Competente con applicazione del protocollo sanitario;
  • Sopralluoghi aziendali e relazione sulle criticità eventualmente riscontrate;
  • Visite mediche preventive di idoneità alla mansione e visite mediche periodiche;
  • Accertamenti sanitari integrativi (audiometria, spirometria, visiotest etc...);
  • Prelievi e analisi per il rilevamento di abuso di alcol e droghe;
  • Formazione Addetti Primo Soccorso secondo D.M. 388/03 per aziende gruppo A-B-C;
  • Partecipazione alle Riunioni Periodiche di Sicurezza.
  • 26 Feb

    Emergenza Coronavirus - le trasferte di lavoro all'estero

    Facendo seguito alla nostra precedente news sulle misure di contenimento per il contrasto dell' "emergenza coronavirus" segnaliamo alle aziende i cui lavoratori devono affrontare trasferte all'estero i seguenti suggerimenti:

    • vietare al personale di recarsi all’interno delle Aree Rosse in Italia ed effettuare trasferte di lavoro in Cina, in Corea del Sud, a Macao, a Taipei e ad Hong Kong;
    • raccomandare al proprio personale di non effettuare trasferte internazionali e nazionali, con l’unica eccezione di quelle indispensabili per garantire la continuità operativa aziendale;
    • tenere sotto controllo le informazioni relative al paese di destinazione sul sito: http://www.viaggiaresicuri.it/home In questa sezione sono riportate anche eventuali restrizioni all'ingresso di italiani nei paesi esteri che sono in continua evoluzione
    • valutare la registrazione dei propri lavoratori sul sito https://www.dovesiamonelmondo.it/public/perchilavora 
    • attivare l'app "unità di crisi" sui cellulari aziendali per consentire ai lavoratori di ricevere gli avvisi relativi al paese di destinazione direttamente dall'unità di Crisi della Farnesina.

    Aggiornamento del 04/03/2020: in merito alle trasferte dei lavoratori all'estero vi segnaliamo anche le indicazioni contenute nelle linee guida operative della Regione Veneto di cui a questo articolo.

     

    Restiamo a disposizione ai nostri contatti per qualsiasi ulteriore approfondimento.

  • 24 Feb

    Emergenza Coronavirus - Ordinanze regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e consigli per le aziende

    L'Organizzazione Mondiale della Sanità il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l'epidemia da COVID-19 un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale che, come evidenziato dalle notizie negli ultimi giorni, si è diffusa anche in Italia e in particolar modo nel Veneto.

    Il Ministero della Salute d’intesa con la Regione Veneto, ha deciso di emanare l’ordinanza n°1 del 23/02/2020 (Link) con le disposizioni per contrastare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e di adottare misure di contrasto e di contenimento alla diffusione virus. Lo stesso provvedimento è stato preso dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia il 23/02/2020 (Link)

    Misure di contenimento

    L’ordinanza riporta le misure urgenti per il contenimento della diffusione del virus: in dettaglio è stata predisposta

    a)     Sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi in luogo pubblico o privato sia in luoghi chiusi che aperti al pubblico, anche di natura culturale, ludico, sportiva, religiosa; discoteche e locali notturni;

    b)     Chiusura dei servizi educativi dell'infanzia e delle scuole di ogni ordine e grado nonché  della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo le attività formative svolte a distanza;

    c)      Sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all'articolo 101 dei codici dei beni culturali e del paesaggio di cui al D.L. 42/2004, nonché dell'efficacia delle disposizioni regolamentari sull'accesso libero o gratuito a tali istituti o luoghi;

    d)     Sospensione di ogni viaggio di istruzione sia sul territorio nazionale che estero;

    Ulteriori misure dedicate a specifiche categorie di destinatari (es. personale sanitario…) sono riportate nel testo dell’ordinanza.

    Salvo il fatto che non costituisca più grave reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento di cui al decreto indicato è punito ai sensi dell'articolo 650 del codice penale.

    AGGIORNAMENTI IN DATA 24/02/2020:

    La Regione Veneto ha emesso dei chiarimenti in merito all'ordinanza n.1 (Link al chiarimento) Il chiarimento precisa quali tipologie di attività devono rimanere sospese e quali invece sono esenti.

    La Regione Friuli Venezia Giulia (Link al sito della regione) attualmente lascia l'autonomia ai singoli comuni di decidere quali attività devono rimanere sospese, pertanto si suggerisce di consultare il sito del proprio comune. Inoltre è stato rilasciato il seguente chiarimento in merito agli allenamenti per le attività sportive: (Link)

    Misure igieniche da rispettare

    Per chiunque, il decalogo delle misure igieniche da rispettare è quello pubblicato dal Ministero della salute (Link al decalogo

    Lavarsi spesso le mani, a tal proposito si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie, e altri luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.

    Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute

    Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani    

    Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce

    Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico

    Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol

    Usare la mascherina solo si sospetta di essere malato o si assiste persone malate

    I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi

    Contattare il Numero Verde regionale 800462340 se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni

    Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus

    In questo breve video il Ministero della Salute riepiloga i corretti comportamenti: https://youtu.be/jExDFmWo69s

    A chi rivolgersi

    La Regione Veneto ha attivato un numero verde dedicato all’emergenza: 800 462 340 per assistere e informare i cittadini sui comportamenti da tenere da parte delle persone che temono di essere entrate in contatto con virus.

    Come indicato nel sito della Regione (Link al sito della Regione Veneto) la decisione di attivare un numero dedicato è stata presa alla luce del fatto che numerose persone stanno chiamando il 118 per chiedere informazioni sull’infezione, pertanto deve essere evitato il sovraccarico delle centrali operative, che può avere delle conseguenze sul soccorso a persone che hanno effettivamente necessità di un intervento immediato.

    È opportuno chiamare il 118 in caso di difficoltà respiratoria, per richiedere l’invio immediato di un’ambulanza. I tecnici della Regione precisano che le persone che temono di essere entrate in contatto con soggetti infetti, ma che non hanno alcun sintomo o che presentano sintomi lievi come febbre e/o tosse senza difficoltà respiratoria, non devono chiamare il 118 e non devono recarsi in ospedale; devono invece rivolgersi al numero verde che in base alle notizie riferite fornirà tutte le informazioni e le eventuali istruzioni sui comportamenti da adottare. Inoltre, gli utenti possono chiedere informazioni ed istruzioni anche al proprio medico di medicina generale.

    La Regione Friuli Venezia Giulia ha attivato un numero verde dedicato all’emergenza: 800 500 300 per assistere e informare i cittadini sui comportamenti da tenere da parte delle persone che temono di essere entrate in contatto con virus. (Link al sito della Regione FVG)

    Tale numero verde è riservato alle informazioni per non appesantire il traffico del 112 dedicato alle situazioni di emergenza (presenza di sintomi).

    Cosa possono fare le aziende

    In aggiunta alle misure cogenti sopraddette, si ritiene utile proporre alcuni suggerimenti di azioni che possono essere messe in atto direttamente dalle aziende, per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, fornitori, visitatori ecc. :

    Diffondere attraverso le modalità di comunicazione aziendali (es. sito internet, mailing list aziendale, gruppo WhatsApp…) i link alle comunicazioni istituzionali

    Diffondere agli addetti al primo soccorso il testo dell’ordinanza del Ministero della Salute in modo che siano in grado di rispondere in modo corretto all’insorgenza di un’emergenza

    Informare i lavoratori sul decalogo del Ministero della Salute

    Apporre in bacheca il numero verde predisposto dalla Regione Veneto

    Mettere a disposizione dei lavoratori soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani ed eventualmente mascherine

    Ridurre le riunioni e le occasioni incontro con clienti e fornitori: limitare il numero di partecipanti e la frequenza delle stesse, se dal caso utilizzare strumenti di videoconferenza o teleassistenza

    Verificare se tra i propri lavoratori ci sono individui che, per ragioni lavorative (es. viaggi di lavoro) hanno fatto ingresso nel Veneto da zone a rischio epidemiologico come identificate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità ed informarli della necessità di comunicare tale circostanza al Dipartimento di Prevenzione dell'Azienda sanitaria competente per territorio per l'adozione della misura di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva (come predisposto dall’ordinanza sopraddetta).

     

  • 31 Gen

    Modifiche al DPR 462/01 per le verifiche degli impianti elettrici

    Con il Decreto "Milleproroghe" DL 162/2019 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2019, è stato introdotto un nuovo articolo al DPR 462/01, l'art. 7 bis "Banca dati informatizzata, comunicazione all' INAIL e tariffe" che in sintesi introduce l’obbligo per il Datore di Lavoro di comunicare all' INAIL tramite sistema informatico, il nominativo del soggetto abilitato all’effettuazione delle verifiche periodiche dell'impianto di messa a terra (l’INAIL sta provvedendo ad inserire in procedura CIVA il riferimento dei soggetti abilitati).

    L’organismo che è stato incaricato della verifica dal datore di lavoro, corrisponderà all’INAIL una quota pari al 5% sulla tariffa delle verifiche effettuate facendo riferimento al tariffario delle verifiche individuato dal decreto del Presidente dell’ISPESL del 7 luglio 2005.

    Si ricorda che il DPR 462/01 sancisce l’obbligo del datore di lavoro di effettuare le verifiche periodiche dell’impianto di messa a terra della propria attività da parte di un organismo di ispezione abilitato.

    Da maggio 2019 l’INAIL ha attivato per i datori di lavoro un applicativo software di nome CIVA che svolge la funzione di banca dati per le denunce di impianti e attrezzature dei settori Ascensori e Montacarichi da cantiere, Attrezzature di Sollevamento, Impianti di Messa a Terra e Protezione dalle Scariche Atmosferiche, Apparecchi a Pressione e Impianti di Riscaldamento.

    L’INAIL implementerà anche la funzione di banca dati delle verifiche degli impianti elettrici nel portale CIVA In attesa di tale funzionalità, la comunicazione da parte del datore di lavoro va effettuata tempestivamente via PEC alle UOT Inail territorialmente competenti utilizzando il modello di comunicazione disponibile nell'area download del nostro sito.

    Sei un datore di lavoro che deve effettuare la comunicazione dell'effettuazione delle verifiche di messa a terra? Chiedi ai nostri tecnici come procedere: contattaci.

     

  • 18 Set

    Nuovo modello INAIL OT23 per la riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione

    È disponibile a questo link il modello OT23, che sostituisce il precedente OT24 ed è utilizzabile dalle aziende fino al 29 febbraio 2020.

    Tra le novità, gli interventi migliorativi per il reinserimento lavorativo degli infortunati da lavoro e l’inclusione dell’adozione delle prassi di riferimento, validate nel 2018, per imprese del settore edilizio e per le micro e piccole imprese artigiane.

    La richiesta va presentata telematicamente non oltre il 29 febbraio 2020.

    Come si assegna il punteggio. A ogni intervento realizzato viene assegnato un punteggio. Per poter accedere alla riduzione del tasso occorre averne compiuti in numero tale che la somma dei rispettivi punteggi sia pari almeno a 100. Generalmente, per raggiungere i 100 punti richiesti è possibile selezionare interventi di qualunque sezione del modulo, ad eccezione di quelli riferiti alla responsabilità sociale delle imprese, nella cui sezione specifica (B) la soglia del punteggio massimo deve essere raggiunta senza ulteriori cumuli.

    Gli allegati da presentare. La documentazione certificante l’avvenuto intervento deve essere presentata insieme alla domanda. I documenti devono riportare la data e la firma del datore di lavoro, ma, a seconda degli interventi, anche di altri soggetti idonei. Per quanto attiene alle azioni riguardanti l’implementazione oppure l’adozione di “procedure”, oltre a data e firma sono necessarie anche l’esplicitazione dei contenuti e delle evidenze documentali di attuazione riferite all’anno 2019.

    [Fonte: INAIL]

  • 06 Feb

    RLS: OBBLIGO COMUNICAZIONE TELEMATICA ALL'INAIL

    ballot 1294935 1280Secondo quanto stabilito dal comma 2 dell’ Art. 47 del Decreto Legislativo 81/2008 tutte le aziende, o unità produttive, devono eleggere o designare il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

    Può essere eletto un RLS interno tra i lavoratori (CASO 1) oppure, per mancanza di candidati, è possibile ricorrere all’assegnazione di un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale RLST (CASO 2).

     

    CASO 1 – RLS INTERNO

    Le aziende che hanno proceduto all’elezione/designazione del RLS interno nel 2017, devono provvedere alla comunicazione telematica del nominativo all’INAIL entro il 31/03/2018; tale comunicazione esprime la situazione in essere al 31 dicembre dell’anno precedente.

    Dopo la prima comunicazione, i Datori di Lavoro non sono tenuti a ripetere la comunicazione con cadenza annuale, ma solo in caso di nuova nomina o designazione.

    Nota: in caso di elezione del RLS antecedente al 2017 e di mancata comunicazione del nominativo all’INAIL contattateci all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o al 0421/276274.

    Ricordiamo che la sanzione prevista dal Testo Unico in caso di mancata comunicazione del nominativo dell’RLS all’INAIL va da 50 a 300 euro.

    Nella sezione download è disponibile la modulistica per l'elezione dell'RLS e per la designazione dell'RLS.

     

    CASO 2 – RLST

    Nel caso di mancata elezione dell’RLS interno (per mancata candidatura) è necessario provvedere alla richiesta del Rappresentante per la Sicurezza Territoriale agli enti bilaterali di riferimento (in questo caso non è necessario provvedere alla comunicazione del nominativo del RLST all’INAIL). Consigliamo di chiedere conferma al proprio consulente del lavoro sull’invio della richiesta di RLST. Al seguente link potete scaricare il modello per la richiesta.

     Nella sezione download è disponibile la modulistica per la richiesta di assegnazione di un RLST.

     

    Per maggiori informazioni contattaci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • 01 Feb

    Alternanza scuola lavoro: disposizioni sicurezza D.Lgs. 81/2008

    In data 5 gennaio 2018 è entrato in vigore il decreto 3 novembre 2017 n. 195, il quale definisce le modalità di applicazione agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro delle disposizioni in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni.

    Di seguito, un estratto del decreto con i punti di maggiore interesse:

    _______

    Art. 1. Finalità

    1. Il presente regolamento definisce la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro (d’ora in avanti denominata alternanza), allo scopo di dare ai medesimi studenti l’opportunità di conoscere ambiti professionali, contesti lavorativi e della ricerca, utili a conseguire e integrare le competenze curriculari, al fine di motivarli e orientarli a scelte consapevoli, nella prospettiva della prosecuzione degli studi o dell’ingresso nel mondo del lavoro.

    2. Il presente regolamento definisce, altresì, le modalità di applicazione agli studenti in regime di alternanza scuola-lavoro delle disposizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni.
    ...

    Art. 5. Salute e sicurezza

    1. Gli studenti impegnati nei percorsi in regime di alternanza ricevono preventivamente dall’istituzione scolastica una FORMAZIONE GENERALE in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi dell’articolo 37, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, come disciplinata dall’accordo previsto dall’articolo 37, comma 2, del medesimo decreto legislativo. Tale formazione è certificata e riconosciuta a tutti gli effetti ed è integrata con la FORMAZIONE SPECIFICA che gli studenti ricevono all’ingresso nella struttura ospitante, fatta salva la possibilità di regolare, nella convenzione tra quest’ultima e l’istituzione scolastica, il soggetto a carico del quale gravano gli eventuali oneri conseguenti.

    2. È di competenza dei dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado l’organizzazione di corsi di formazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, rivolti agli studenti inseriti nei percorsi di alternanza e svolti secondo quanto disposto dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni.

    3. Al fine di ridurre gli oneri a carico della struttura ospitante nell’erogazione della formazione di cui all’articolo 37 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, possono essere:

    a) stipulati dagli uffici scolastici regionali appositi accordi territoriali con i soggetti e gli enti competenti ad erogare tale formazione, tra i quali l’INAIL e gli organismi paritetici previsti nell’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 211;

    b) svolti percorsi formativi in modalità e-learning , anche in convenzione con le piattaforme pubbliche esistenti riguardanti la formazione, come previsto dall’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 221, e dall’accordo Stato-regioni del 7 luglio 2016, n. 128;

    c) promosse forme più idonee di collaborazione, integrazione e compartecipazione finanziaria da determinarsi in sede di convenzione.

    4. Al fine di garantire la salute e la sicurezza degli studenti di cui all’articolo 2 del presente regolamento, considerata la specifica finalità didattica e formativa, ai sensi dell’articolo 2 comma 1, lettera a) , del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, che equipara gli studenti allo status dei lavoratori,  è stabilito che il numero di studenti ammessi in una struttura sia determinato in funzione delle effettive capacità strutturali, tecnologiche ed organizzative della struttura ospitante, nonché in ragione della tipologia di rischio cui appartiene la medesima struttura ospitante con riferimento all’accordo Stato-regioni del 21 dicembre 2011, n. 221, in una proporzione numerica studenti/tutor della struttura ospitante non superiore al rapporto di 5 a 1 per attività a rischio alto, non superiore al rapporto di 8 a 1 per attività a rischio medio, non superiore al rapporto di 12 a 1 per attività a rischio basso.

    5. Agli studenti in regime di alternanza è garantita la SORVEGLIANZA SANITARIA di cui all’articolo 41 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni, nei casi previsti dalla normativa vigente. Nei casi in cui la sorveglianza sanitaria si renda necessaria, la stessa è a cura delle aziende sanitarie locali, fatta salva la possibilità di regolare, nella convenzione tra queste ultime e l’istituzione scolastica, il soggetto a carico del quale gravano gli eventuali oneri ad essa conseguenti.

    6. Gli studenti impegnati nelle attività di alternanza, in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi, rispettivamente previsti dagli articoli 1 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono assicurati presso l’INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e coperti da una assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, con relativi oneri a carico dell’istituzione scolastica. Le coperture assicurative devono riguardare anche attività eventualmente svolte dagli studenti al di fuori della sede operativa della struttura ospitante, purché ricomprese nel progetto formativo dell’alternanza.

  • 30 Ott

    Infortuni brevi: dal 12/10/17 obbligo di segnalazione all’INAIL

    Da giovedì 12 ottobre 2017 i Datori di Lavoro devono comunicare all’Inail – a fini statistici e informativi – gli infortuni subiti dai lavoratori con prognosi superiore a un giorno oltre a quello dell’infortunio (DML 183/2016).

     

    PROCEDURA

    La procedura prevede che il lavoratore – in seguito all’infortunio – debba far certificare dal medico aziendale, dal pronto soccorso o dal proprio medico curante, la diagnosi e i giorni di presunta inabilità. Il medico stesso è poi tenuto a inviare all’Inail il certificato.

    Da quel momento, i dati della certificazione sono resi disponibili dall'INAIL a tutti i soggetti obbligati a effettuare la denuncia di infortunio e, pertanto, anche al datore di lavoro.

    La comunicazione va eseguita dal Datore di Lavoro entro 48 ore dalla ricezione dei dati del certificato medico.

    La segnalazione all'INAIL può essere fatta solo tramite invio telematico (salvo che per i lavoratori dell’agricoltura, i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari e di riassetto e pulizia locali, i lavoratori occasionali di tipo accessorio dell’agricoltura e i datori di lavoro privati cittadini per i quali non è attivo il servizio di trasmissione telematica).

    Si ricorda che il lavoratore ha l’obbligo di comunicare tempestivamente al datore di lavoro l’infortunio, come previsto dall’articolo 52 del Dpr 1124/65. In caso di omessa comunicazione e nel caso in cui il lavoratore non abbia nemmeno inoltrato la certificazione (obbligo che deve essere assolto dal medico che certifica la prognosi), il lavoratore perde il diritto al risarcimento da parte dell’Inail.

     

    LE SANZIONI PER IL DATORE

    È prevista la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro per l’omessa o ritardata comunicazione degli infortuni di durata superiore a un giorno (comunicazione a fini statistici).

    La sanzione va da 1.000 a 4.500 euro per la violazione dell’articolo 18, comma 1, lettera r), in riferimento agli infortuni di durata superiore ai tre giorni (comunicazione a fini assicurativi)

     

     

     

  • 21 Ago

    Bonifica amianto edifici di imprese: nuovi contributi in Friuli

    Pubblicato dalla Regione Friuli l'avviso per micro, piccole, medie e grandi imprese, approvato con Decreto del Presidente della Regione 21 luglio 2017, n. 0168/ Pres BUR 2 agosto 2017 n.31.

    L'avviso riguarda contributi per la rimozione e lo smaltimento di amianto da edifici di proprietà di imprese nella Regione Friuli Venezia Giulia.

    I contributi riguardano i seguenti interventi da realizzare dopo la presentazione della richiesta:

    • trasporto e smaltimento materiali amianto (“ivi comprese quelle inerenti l’approntamento delle condizioni di lavoro in sicurezza”), analisi di laboratorio, piano di lavoro articolo 256 del D.Lgs. 81/08, spese per certificazione articolo 41 bis della Legge regionale 20 marzo 2000 n. 7.Non ammissibili le spese per la sostituzione di materiale rimosso e per rapporti giuridici.

    Importi massimi:

    • a) per le micro-imprese, 50% della spesa riconosciuta ammissibile, massimo 15.000 euro
    • b) per le piccole e medie imprese, 40% della spesa riconosciuta ammissibile, massimo 30.000 euro

    • c) per le grandi imprese, 30% della spesa riconosciuta ammissibile, massimo 40.000 euro

     

    Non possono beneficiare dei contributi:

    a) le imprese in stato di scioglimento o liquidazione volontaria nonché quelle sottoposte a procedure concorsuali, quali fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo, amministrazione controllata o straordinaria;

    b) le imprese che non rispettano le norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro;

    c) le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300);

    d) le aziende che gestiscono servizi pubblici locali.

     

    La domanda di contributo va presentata al Servizio disciplina gestione rifiuti e siti inquinati della Direzione centrale ambiente ed energia, esclusivamente con il modello allegato al regolamento (vedi link sotto), entro il 2 ottobre 2017 (per gli anni successivi dal 1° al 28 febbraio).

    Clicca qui per il Regolamento completo e i modelli necessari (sito Regione Friuli).

  • 09 Lug

    Da luglio obbligo defibrillatore per le società sportive dilettantistiche

    Il Ministero della Salute e il Ministero dello Sport hanno pubblicato le linee guida per le attività sportive non agonistiche relative all’obbligo di disporre di defibrillatore automatico, in vigore dal 1° luglio 2017 (decreto 26 giugno 2017).

    Pertanto in ogni impianto delle società che praticano una delle discipline sportive indicate dal Coni con delibera 1566 del 20 dicembre 2016 dovrà essere provvisto di defibrillatore e dovrà sempre esserci una persona pronta a utilizzarlo nel corso di competizioni. Di questo le società devono accertarsi prima dell’inizio di ogni gara.

    Non è previsto invece per le società che si occupano di discipline a ridotto impegno cardiocircolatorio articolo 5, comma 3 del decreto ministeriale 24 aprile 2013, quali bocce (escluse bocce in volo), biliardo, e golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e sport assimilabili e che sono elencate nell’allegato A del decreto. L’obbligo non ricade infine sulle società in caso di gare al di fuori degli impianti sportivi.

    La formazione degli operatori per l’uso dei defibrillatori è disciplinata dalla circolare del 16 maggio 2014 e dall’Accordo stato regioni del 2015.

  • 11 Mag

    Finanziare la formazione con Fondimpresa

    Le piccole e medie imprese possono richiedere un contributo aggiuntivo a Fondimpresa a partire da 1500€ per spesare le attività formative aziendali.

    Il nuovo Avviso n. 2/2017 ha previsto lo stanziamento di 10 milioni di euro per la realizzazione di piani formativi aziendali o interaziendali rivolti ai lavoratori delle PMI aderenti.

    I piani potranno essere presentati dalle ore 9:00 dell’8 giugno 2017 fino alle ore 13:00 del 20 ottobre 2017.

    Contattaci per ulteriori informazioni

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